É un profumo? Pensavo fosse asma!

Storia di un rantolo – Atto Unico.
Esistono fragranze che non si possono raccontare, per tutto il resto c’è una voce rauca che te lo spiega.
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Frughiamo nel mondo complicato e affascinante degli odori, in quello che evocano e nei ricordi che fanno affiorare.
Esistono note che fanno pensare al mare, alle coccole da bambini, alla domenica mattina in casa, all’infanzia. Ne esistono altre che ci ricordano momenti di vita vissuta, viaggi, luoghi lontani o frutti esotici, spezie e cose buone da mangiare. L’odore è il più profondo dei ricordi e racchiude uno dei poteri più grandi: scatenare emozioni. Una citazione su tutte: “Colui che domina gli odori, domina il cuore degli uomini” ( da Il Profumo di Patrick Suskind)
Le pubblicità dei profumi sono davvero interessanti da analizzare, una cosa è certa, in esse ricorrono elementi che fanno parte di stereotipi ancestrali associati alla sensualità, all’erotismo, al benessere e al sogno e che esulano dalla tipologia di fragranza sia questa fiorita, speziata, boisè o gourmant.
Ovviamente sono le fragranze più commerciali e “comuni” quelle che necessitano di spot tanto ammiccanti.
Di solito appare un soggetto, al caso un uomo o una donna, vestito di seminudità, che profumandosi acquisisce ancora più fascino raggiungendo il livello “strappa-mutande”. Forse é per questo che il soggetto fugge, alla bisogna inseguito da uno o branchi di umani-simil-figoni, vogliosi di un contatto fisico, attratti da fame carnale, inspiegabile o irreprimibile voglia di annusare il fuggitivo! Il paesaggio è esotico,  il mare è di un azzurro che va dal Cyan 100% al Pantone Blue 072, il tramonto invece è interrotto da sagome di palme e le case sono talmente belle da sembrare dei musei di architettura, anzi lo sono davvero. La musica è incalzante e tagliata ritmicamente a pennello sugli stacchi delle scene. É tutto molto fashion.
Finalmente, la telecamera e il “cacciatore” di turno, raggiunge la “preda”.
La musica si ferma.
Una sussurrante affannata “Voice Over” enuclea il nome del profumo e poi ci spiega se è per lui o per lei. Sembrano le volontà proferite sul letto di morte, forse il fascino è proprio quello delle “Ultime parole”, non saprei.
Ripartono poche battute di musica con il logo della fragranza in dissolvenza.
Fine.
Ora passa la pubblicità dei tortellini.
Bando alle ciance!
Un “mondo olfattivo” ben costrutito non ha bisogno di tante parole… ecco l’esigenza dei profumi di nicchia.
Quelli introvabili.
Quelli che nessuno ha.
Quelli che: hai sentito a Miami, hanno un marchio di New York, arrivano dalla boutique di Singapore, sono costruiti da “nasi” francesi e prodotti hand-made a Londra.
Quelli che: sono vegani, perchè a noi non basta essere giustamente contro la sperimentazione sugli animali, noi non vogliamo che la capra viva sulla panca! Deve stare in un salotto profumato e dormire sopra il divano ‘che il tappeto persiano è scomodo e poi è fatto di lana e noi gli animali non li sfruttiamo…(loop etico)
Quelli che: “di questo odore voglio essere solo io”.
Quelli che: è il caso di dirlo, hanno la puzza sotto il naso, insomma!
Ho acquistato questa fantastica fragranza di LeLabo Grasse-NewYork (London ?), perchè l’ho sentita in dosso ad una persona esteticamente bella, in un grande momento di inizio estate faticoso e caldo, in una meravigliosa città della Florida, perchè l’ho sentita e mi piaceva tanto. Nessuna pubblicità (nonostante sia il mio “campo” professionale) è mai riuscita a convincere nessuno ad una scelta simile. Gli spot possono affascinare da un punto di vista cinematografico, servono a farsi ricordare. Ma così tanto da far prendere la decisione di acquistare una fragranza anzichè un’altra? Mh! (Mi perplimo)
Insomma, torno al mio acquisto. Profumo di bambù, anche se non esiste l’essenza nella sua composizione, di papiro, di sandalo e di altri legni acquosi e freschi. Non è né solo per lui né per lei. É un aroma che sa di buono e basta!
Hanno stampato un etichetta solo per me, facile indovinarne la personalizzazione.
Me l’hanno confezionata sotto gli occhi. Hanno montato la scatola e scritto a mano il bigliettino di ringraziamento per l’acquisto.
Ho dovuto fare il giro del mondo per acquistarla, ma ce l’abbiamo di sicuro in pochi…
Ho speso un bel po’ di soldi, ma ho il “mio” odore.
Diverso da tutti quelli proposti da una rauca voce.
“Rantàl, dica 33!… for beauty, for health”
[Ross]

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